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Il
pane si ottiene per lievitazione e
cottura di un impasto di farina, acqua,
lievito e sale. La
farina è il prodotto della macinazione
del frumento. Per
essere adatta alla panificazione, necessita
di un periodo di maturazione (stagionatura),
in un ambiente asciutto e sufficientemente aerato
(da qualche settimana a due mesi e più),
durante il quale i suoi componenti subiscono
delle modificazioni che rendono possibile la
successiva lievitazione.
Forniamo una sintetica descrizione delle fasi
che portano alla creazione del pane.
L' IMPASTO
La prima fase del processo
di è l'impasto. L'impasto
lo scopo di miscelare in modo omogeneo gli ingredienti,
idratare le sostanze solubili, formare il glutine
e incorporare aria, al fine di ottenere un composto
elastico, omogeneo e che non sia appiccicoso.
Questo processo viene effettuato ormai attraverso
l'uso di impastatrici meccaniche.
Durante qusto processo l'acqua viene assorbita
da parte della farina, soprattutto
dalle proteine. Il volume del pane è
legato principalmente al contenuto proteico
delle farine, che, nella fase di impasto, portano
alla formazione del glutine, la cui molecola
dà tenacità ed elasticità.
FERMENTAZIONE PANARIA E LIEVITAZIONE
Una seconda fase della
lavorazione del pane è quella della fermentazione
e lievitazione. In
questa fase si determinano le proprietà
organolettiche del pane: dall'aroma
alla fragranza della crosta. Questo
processo dipende soprattutto dall'azione di
alcuni lieviti, che hanno lo scopo di provocare
la fermentazione panaria -
favorendo, in tal modo, lo sviluppo di anidride
carbonica, che fa rigonfiare la pasta, rendendola
spugnosa e, quindi, più idonea alla cottura
-, nonché di produrre un insieme di composti
chimici che insaporiscono il pane. La temperatura
ideale per la lievitazione degli impasti è
di 30-36° C. Si ha così un pane
leggero, assai digeribile. Dopo che
l'impasto ha raggiunto "l'optimum di fermentazione",
l'artigiano procede alla divisione nelle forme
volute.
PROCESSO DI COTTURA
L'ultimo processo nella
lavorazione del pane è la cottura.
Il pane, in forno è
sottoposto ad una temperatura di 200-300°
C, la quale non si propaga, però, al
di là dei suoi strati superficiali. In
questi strati, dapprima una parte dell'amido
si trasforma in destrina; man mano che essi
assumono la temperatura del forno, le destrine
si caramellano e una parte del rimanente amido
comincia a torrefarsi. Si forma così
una crosta più o meno spessa e di colore
più o meno scuro. Nell'interno del pane
la temperatura si mantiene sempre relativamente
bassa (100° circa). Un buon pane deve essere
poroso, leggero, di odore gradevole; deve avere
la crosta sottile nella parte superiore, e più
grossa e sonora alla base. La superficie deve
essere di colore vivo e dorato,
la mollica soffice ed elastica.
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